10/07/2014

I mon (紋), letteralmente "emblema", "stemma", "blasone" o monshō (紋章), "araldo", o mondokoro (紋所), o kamon (家紋), "stemma di famiglia", servivano per identificare un individuo rispetto alla sua famiglia, di sangue o di appartenenza, e la famiglia stessa.

Da un punto di vista storico, le prime fonti a dare una chiara spiegazione di come fossero adottati, soprattutto sul campo di battaglia, risalgono al XII secolo e, quindi, si fanno ufficialmente risalire all'epoca di Kamakura (1185-1333) con l'inizio del governo militare degli Shogun e dello strutturarsi della società feudale.

Il loro utilizzo aveva una funzione molto semplice, ovvero, per riconoscersi sul campo di battaglia e venivano cuciti sugli abiti, proprio come un distintivo, ma anche su bandiere, stendardi ed equipaggiamenti vari. Ma con il tempo, assunsero quel valore di...

09/07/2014

Tokugawa Ieyasu (1543-1616) è uno dei personaggi più importanti della storia del Giappone. Si tratta di colui che completò il processo di unificazione del Giappone iniziata dai suoi due predecessori, Oda Nobunaga (1534-1582) e Toyotomi Hideyoshi (1536-1598). Fu il fondatore dell'ultimo Shogunato della storia giapponese, quello dei Tokugawa (1603-1868), e spostò la capitale ad Edo (la moderna Tōkyō).

Solitamente la storia nomina questi tre personaggi insieme, come concatenati nel processo di unificazione del paese.

Il periodo che lo precedette, caratterizzato dal governo di Oda e Toyotomi, fu chiamato periodo Azuchi-Momoyama, dal nome dei castelli che ospitarono i quartier generali dei due Shogunati.
Vediamo in quale panorama storico si sviluppò la sua figura. Fu grande alleato di Oda Nobunaga che con una serie di felici intervent...

08/07/2014

Per coerenza con la mia onestà intellettuale devo dire che non ho risposta a questa domanda, almeno per come è stata posta. Non mi interesso di sciamanesimo nelle Arti Marziali e per quanto possa trovarlo interessante è un argomento così vasto da chiedere ad un esperto della materia.

Ma non voglio non dire nulla in merito.

È noto che Ueshiba Morihei (1883-1969), fondatore dell'Aikidō, ha fin dall'infanzia dimostrato una forte predisposizione al pensiero esoterico. A scuola, come tutti i bambini dell'epoca, venivano educati agli scritti cinesi ed al buddhismo esoterico della scuola Shingon. Non provava alcun interesse per il confucianesimo ma si avvicinò tantissimo al misticismo Shingon. Adorava i canti mistici, la recitazione dei mantra, l'esperienza della visualizzazione mentale della divinità ecc. tutti elementi che torneranno...

03/07/2014

E' veramente complesso rispondere a questa domanda senza scrivere un trattato di storia ma limitandomi allo spazio di un Blog.

Inoltre, gli aspetti socio-culturali in cui inquadrare i samurai sono notevoli quindi l'impresa è veramente ardua.

Iniziamo dal termine "samurai" (侍). Proviene dall'antico verbo "saburau", o "pagare", "avere sotto paga", e dal suo sostantivo che indicava coloro che erano pagati per servire. L’utilizzo di altri termini, quali Bushi e tutti gli altri nomi con cui sono conosciuti oggi, hanno fatto la loro comparsa molto tardi, infatti risalgono al XVII secolo e all'epoca Tokugawa.

Anticamente, in Giappone, il termine identificava le guardie di palazzo, dal XII secolo passò ad indicare genericamente i guerrieri e più tardi, in modo specifico i vassalli dei grandi feudatari (Daimyō). L'importanza delle classi m...

02/07/2014

Sono felice di rispondere a questa interessante domanda, pertanto cercherò di analizzarla e rispondere punto per punto.

"L'Aikidō è l'arte dei Samurai" è stata una frase male interpretata, nel senso che è l'arte dei samurai come la conseguente evoluzione di esse. I samurai non praticavano un'arte così fine ed evoluta, essi praticavano stili di Jujutsu votati al combattimento fine a se stesso, spezzare arti, spezzare colli, ecc. D'altro canto non avevano tempo di approfondire una disciplina che ritenevano di secondo ordine, dato che le arti a mani nude venivano messe in secondo piano rispetto a quelle armate che, al contrario, lo erano molto di più.

Questa frase iniziò a girare nel nostro paese a partire dagli anni sessanta, ovvero quando l'Aikidō fece il suo ingresso ufficiale. Era usata per indicare il fatto che l'Aikidō, rispet...

01/07/2014

Per assurdo questa è finora la domanda più complessa.

In questa risposta non c'è nulla di storico, ma la filosofia di base delle Arti Marziali e non ritenendo che la mia possa essere la verità assoluta, mi limiterò a rispondere secondo quanto tutti i grandi maestri che ho incontrato, con cui ho studiato e quelli del passato che ho conosciuto attraverso i miei studi, mi hanno riportato, ma che comunque mi trovano concorde.

Sono certo di deludere molti, ma l'Arte Marziale più efficace non esiste. Questo male, questa necessità di trovare l'Arte Marziale che renda invincibili è una fissazione occidentale che cerca il codice, il mezzo..."non ci riesco? ho bisogno di credere in qualcosa che lo renda possibile". Noi abbiamo questo atteggiamento in tutto, nelle Arti Marziali, come nella religione, nella politica ecc.

Mai nessun pensiero è...

01/07/2014

Come ho accennato nella risposta 6, pare che il fondatore della Yoshin Ryū, sia stato Akiyama Shirobei Yoshitoki, un medico vissuto nel XVII secolo, che si recò in Cina a studiare i metodi di rianimazione. Contemporaneamente, si dedicò in loco allo studio delle Arti Marziali, i loro principi e le applicazioni strategiche. Nello specifico, approfondì le tecniche di percussione che divennero l'elemento distintivo di questa scuola.

Una volta tornato in Giappone, si ritirò in eremitaggio per strutturare il suo metodo di combattimento il cui apprendimento comprendeva sia esercizi fisici che la meditazione, mentre da un punto di vista tecnico era composto da circa 300 tecniche.

Si basava sul principio di Ju nel suo significato di "agilità", (vedi risposta 6), ma soprattutto di "cedevolezza". Da qui il nome Yoshin. Molti praticanti avra...

30/06/2014

Le koryū (scuole antiche) di Jujutsu autentico, mentre un tempo fiorivano in Giappone, oggi sono pochissime.
Le miriadi di scuole che si incontrano in giro per il mondo, compresa l'Italia, sono derivazioni e semplificazioni moderne, molte delle quali ideate da sedicenti insegnanti non giapponesi.

Ma andiamo con ordine. Prima di tutto il termine Jujutsu (e non Jujitsu, vedi risposta 2). Abbiamo già spiegato che il termine Jutsu significa "arte" nel senso di abilità acquisita con impegno e difficoltà. Il termine Ju (柔), invece, ha vari significati: "agilità", "elasticità", "gentilezza", "flessibilità". Ogni scuola, focalizzava la propria pratica su uno di questi significati, facendone il principio, "l'ingrediente" segreto del proprio Ryū.

In generale, però, si può considerare un principio unico di "cedevolezza", non tanto nel senso...

30/06/2014

Sono felice di rispondere a questa domanda. Sono esistiti ed hanno giocato un ruolo importante nelle dinamiche politico-militari del Giappone medievale. Qualche anno fa ho seguito la tesi di laurea di un bravissimo studente dell'Orientale proprio sui ninja e la loro figura storica.

I ninja a partire dagli anni '80 hanno condizionato l'immaginario collettivo attraverso i film.
Pare che l'origine di quello che in Giappone fu chiamato Ninjutsu risalga ad un periodo compreso tra il V ed il III secolo a.C. in Cina. Infatti, il primo riferimento scritto lo si trova nel Bin Fa (il libro della guerra) attribuito comunemente al generale Sunzi vissuto in Cina tra il VI e il V secolo a.C.
Il kanji Nin (忍) che può essere letto anche Shino(bu) di per se signfica "sopportare", ma per una strana estensione filologica, Shinobi, ovvero il sostan...

30/06/2014

Prima di tutto chiariamo il termine. Harakiri (腹切) è un termine composto dalla parola hara, "ventre" il punto vitale per eccellenza nella medicina orientale e kiri, sostantivo del verbo kiru "tagliare", quindi il "taglio del ventre". Esso però è la versione volgare del termine Seppuku (切腹), o meglio la lettura kun degli stessi kanji invertiti. Quindi un samurai avrebbe detto Seppuku e non Harakiri.
Si trattava del suicidio rituale per onore, eseguito per scelta o imposto dal proprio signore. Si applicava solitamente per purificare il proprio onore da un'onta. Spesso i samurai erano onorati di poterlo eseguire a tal punto che la punizione maggiore era negare ad uno di essi di eseguirlo quando questi riteneva che il suo onore fosse ormai perso.

Il cerimoniale. Se ufficiale, il suicida vestito di bianco si inginocchiava su un balda...

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