Qual'è Arte Marziale più efficace? E la difesa personale?



Per assurdo questa è finora la domanda più complessa.

In questa risposta non c'è nulla di storico, ma la filosofia di base delle Arti Marziali e non ritenendo che la mia possa essere la verità assoluta, mi limiterò a rispondere secondo quanto tutti i grandi maestri che ho incontrato, con cui ho studiato e quelli del passato che ho conosciuto attraverso i miei studi, mi hanno riportato, ma che comunque mi trovano concorde.

Sono certo di deludere molti, ma l'Arte Marziale più efficace non esiste. Questo male, questa necessità di trovare l'Arte Marziale che renda invincibili è una fissazione occidentale che cerca il codice, il mezzo..."non ci riesco? ho bisogno di credere in qualcosa che lo renda possibile". Noi abbiamo questo atteggiamento in tutto, nelle Arti Marziali, come nella religione, nella politica ecc.

Mai nessun pensiero è più lontano di questo dalle Arti Marziali.

Queste discipline non funzionano, nessuna di esse, se non è il praticante a "funzionare". La disciplina, qualsiasi essa sia, si plasma intorno al singolo praticante.

L'efficacia nasce se si sviluppano capacità interiori per gestire le situazioni di battaglia in cui ci si può ritrovare.

Nessuna Arte Marziale è difesa personale! Faccio un esempio: posso studiare una qualsiasi disciplina per anni e diventare un ottimo tecnico, ma se non raggiungo la capacità di neutralizzare le emozioni dinanzi ad un attacco, il mio corpo non si muoverà...non riuscirei nemmeno a fuggire, perché le mie gambe si bloccherebbero.

Non è lo studio della tecnica 4 su attacco 7 a rendermi capace di applicare nella realtà quella tecnica, ma i principi che sottendono ad essa.

Tutte le tecniche, i kata, le applicazioni ecc. non sono mezzi per difendersi, ma opportunità per allenare dei principi applicabili universalmente nelle sfide della vita come sul campo di battaglia. Musashi Miyamoto (1584-1645), forse il più grande samurai della storia, che non ha perso nessuno degli oltre 300 duelli sostenuti, fondatore della scuola di spada Niten Ichi Ryū, autore del testo sacro dei combattenti giapponesi e non solo, il Gorin no Sho (il Libro dei 5 anelli), riteneva che era necessario studiare solo 5 tecniche durante la pratica, i cui principi sono alla base di tutto il Kenjutsu e per esteso ciò vale per ogni disciplina, giapponese e non.

Racconto una mia esperienza. Molti anni fa, ero con un amico praticante di Tai Chi Chuan, per strada. Ci fermarono due ragazzi intenzionati a rapinarci. Uno di loro si scagliò contro il mio amico intimandogli di consegnargli la collanina. Senza perdere la calma ed il sorriso, il mio amico al momento giusto, gli disse "sai? hai dei bellissimi occhi". L'aggressore fu interrotto nel suo impeto, come se durante una corsa gli si fosse parato qualcosa d'avanti all'improvviso. In quel momento, avemmo tutto il tempo di allontanarci. Non ci ripresero più. Ecco, quel mio amico, praticante di Tai Chi, forse la disciplina meno efficace in assoluto per i praticanti delle Arti "Street Fighting", ha applicato la sua Arte, lui fu un Budōka, aveva perfettamente chiaro il principio e la capacità interiore per applicarlo. Quello per me è Arte Marziale, “combattere senza combattere”, ma a questo argomento dedicheremo una risposta ad hoc successivamente.

Solitamente diffido da chi vende la difesa personale da strada, contro aggressione, borseggio, stupro ecc., senza i principi nessuna tecnica, anzi "mossa", è "efficace".

Concludo citando una frase che mi sta particolarmente a cuore: "si studia il Budō, non per diventare più forti ma per far fronte a ciò che ci rende deboli!"

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